Cristina Muti resta alla guida del Ravenna Festival:in tempi di crisi non abbandono la nave
RAVENNA - 11 MAGGIO 2012 - "Bisogna fare di necessità virtù, far bene i conti e farcela con le risorse disponibili" dice Cristina Muti (foto) alla guida del Ravenna Festival, da lei fondato nel 1989. Quest'anno, per contrastare la crisi, il Festival (bilancio di circa sei milioni di euro) "é stato accorciato e modificato, e gli appuntamenti spalmati su tutto l'anno". Anche per questoCristina Muti, che aveva annunciato di voler lasciare la presidenza, ha deciso di restare: "non potevo andarmene con una tale crisi, non volevo lasciare i miei collaboratori senza il mio aiuto, voglio rimanere sulla nave", dice ricordando con affetto materno la nascita della sua creatura: "ho cominciato 24 anni fa e ora siamo alla 23° edizione".
Un'anteprima straordinaria è stata il concerto della Chicago Symphony Orchestra diretto da Riccardo Muti il 27 aprile scorso. A Ravenna altro appuntamento di rilievo è il 16 maggio con un concerto dell' Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Wayne Marshall.
Quest'anno il Festival ha un taglio spirituale: 'Nobilissima visione' e il titolo, un invito alla riflessione, un viaggio nel silenzio interiore in un momento dove impazzano il rumore e la violenza. . Il "cuore" del programma, è il millenario del Sacro Eremo di Camaldoli, in Toscana, ma fondato da Romualdo da Ravenna. Da qui la riflessione sul monachesimo e l'eremitaggio, passaggi mistici che accomunano tutte le religioni e condividono "sempre lo stesso rituale: il silenzio, lo stare assieme, la riflessione sullo stato delle cose, la ricerca mistica". Il focus è sul Tibet, con monaci in arrivo da Darhamsala, l'esilio indiano del Dalai Lama, e anche la sorella dello leader spirituale.
Il grosso del Festival è dal 9 giugno al 15 luglio. Appuntamento carico di attese è quello del duo Muti-Muti (6-7 luglio): l'opera atto unico di Paul Hindemith, Sancta Susanna, coprodotta dall'Opera di Roma. Il maestro Muti dirige la Cherubini, e la figlia Chiara firma la regia. La collaborazione padre-figlia, fortemente voluta dal maestro, sarà il richiamo principale, ma anche probabilmente il pretesto per qualche critica: "é stata una meravigliosa idea di Riccardo che ha sempre desiderato di poter lavorare assieme". Chiara- dice la madre, Cristina - ha raggiunto "una maturità, è una ragazza colta e sensibile e Riccardo ha pensato fosse la scelta giusta per quest'opera". I due "si assomigliano molto, guardo con trepidazione e fiducia a questo connubio, li conosco bene e spero che questo team possa continuare", dice la signora Muti, che stoppa in anticipo le potenziali critiche: "se ci sono due artisti in una famiglia non è una colpa, non bisogna seppellirli".
Altra novità è il concerto delle fraternità diretto da Muti: non sarà quest'anno in angoli remoti della terra, ma a Ravenna, il 12 luglio. Epilogo a novembre (nove recite il 9-18) con la Trilogia d'Autunno Aspettando Verdi: un anticipo sull' anno verdiano 2013 con la trilogia popolare (Rigoletto, Trovatore, Traviata) con regia di Cristina Muti.



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