Pirateria: la Commissione Ue interpella la Corte di Giustizia sulla legalità di Acta
BRUXELLES - 22 FEBBRAIO 2012 - Nuova puntata della vicenda di Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), il contestato accordo commerciale internazionale contro la contraffazione e la pirateria sulla rete: la Commissione Ue ha deciso di rivolgersi alla Corte di Giustizia per verificarne la legalità. "È bene che la Corte Ue valuti tutti gli aspetti dei diritti fondamentali - ha dichiarato il commissario Ue Karel de Gutch -. Spetta alla Corte dare un orientamento e dire quali sono i limiti che la Ue deve rispettare. Gutch annuncia anche che, benchè i 27 stati membri della Ue abbiano firmato l'accordo internazionale contro la contraffazione su Internet, le ratifiche "sono nelle mani dei governi nazionali e saranno sospese fino al pronunciamento della Corte".
Obiettivo di Acta è uniformare le leggi internazionali che regolano la proprietà intellettuale, in modo da poter disporre di metodi più efficaci per contrastare la pirateria e la contraffazione, in primo luogo su Internet. Negli obiettivi dei promotori ci sarebbe, secondo i critici, anche il controllo sulla produzione di farmaci e vaccini generici a basso costo e sul libero utilizzo di prodotti agricoli brevettati dalle multinazionali del settore.
Negli ultimi giorni diversi gruppi di attivisti si erano attivati contro l’Acta. Anonymous, la più famosa rete internazionale di hacker, ha organizzato diversi attacchi informatici a siti istituzionali, come quello dello scorso 31 gennaio contro il ministero della giustizia greco. A sua volta, il Parlamento tedesco ha deciso qualche giorno fa di rinviare la decisione sulla sua ratifica per analizzare meglio la questione. Hanno deciso di rinviare l’approvazione anche Lituania, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia.



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