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Diritti d'autore: Nuovo Imaie, gli artisti penalizzati dalla liberalizzazione

imaie nuovoROMA - 8 FEBBRAIO 2012 – "Un aumento dei costi di gestione, la paralisi dell’intero processo di ripartizione dei compensi e nel frattempo, come sta già accadendo, il blocco dei pagamenti dei diritti in attesa che si chiariscano meglio i risvolti operativi del decreto: in poche parole, svantaggi certi per gli artisti e benefici altrettanto certi per chi dovrebbe pagare loro i cosiddetti (poco conosciuti) diritti connessi". Sono queste alcune delle conseguenze a cui condurrebbe l’attuazione del provvedimento di liberalizzazione della gestione dei diritti degli artisti secondo il Nuovo Imaie, l’istituto che tutela i diritti degli artisti, che ha tenuto oggi un incontro a Roma, presso la Casa del Cinema.

 “Il provvedimento di liberalizzazione, adottato dal governo senza alcun confronto con i soggetti interessati - ha detto Andrea Miccichè, presidente del Nuovo IMAIE - pregiudicherà i diritti degli artisti, causando la frammentazione del loro sistema di rappresentanza e producendo, di conseguenza, una minore tutela della categoria nel suo complesso, a tutto vantaggio di chi deve acquisire e pagare i diritti connessi. Per essere più chiari: dei circa 30 milioni di euro di diritti connessi raccolti fino ad oggi ogni anno, si rischia, nel passaggio ad un sistema che preveda più collecting di artisti, di vederne dispersi un buon 40-50%... Parliamo di oltre 12-15 milioni di euro che gli utilizzatori saranno ben felici di risparmiare, approfittando delle incertezze aperte dal nuovo decreto”.

La compresenza di due o più istituti operanti in regime di concorrenza sullo stesso diritto, rappresenterebbe un unicum in tutta Europa: “Non c’è nessun paese – sostiene Miccichè – in cui esistono più collecting di artisti in competizione per un analogo diritto ed i motivi sono ovvi: negli altri stati, gli artisti sono ben tutelati dalla legge e non sarebbe di certo ipotizzabile un sistema normativo che si ponesse in loro danno. Ciò che sta accadendo in Italia, in questi giorni, è la miglior prova della bontà del nostro ragionamento: diversi soggetti utilizzatori, infatti, ci hanno già comunicato che, in attesa degli sviluppi sul decreto relativo alle liberalizzazioni, non intendono corrispondere i diritti degli artisti. Ecco, quindi, che si stanno già producendo gli effetti negativi paventati”.

Per Miccichè, il percorso di liberalizzazione ipotizzato non favorirebbe né il consumatore finale, né gli artisti. Gli unici a trarne vantaggio sarebbero gli utilizzatori delle opere degli artisti (ovvero le tv, le radio,…), che pagherebbero meno diritti e avrebbero più margini per trattare, avendo vari interlocutori con cui dialogare e giocando sempre al ribasso. Una liberalizzazione all’inverso, dunque.

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