Cinema:oggi riunione dei doppiatori su contratto e lavoro nero
ROMA – 31 GENNAIO 2012 - Si incontrano oggi a Roma, al teatro Arcobaleno, i rappresentanti dei circa mille doppiatori italiani, “per discutere – scrive Il Messaggero - del futuro di una categoria che muove un business stimato tra i 60 e gli 80 milioni di euro all’anno”. Tra le rivendicazioni c’è l’adeguamento economico al costo della vita. “Ma l’aumento della paga non è la nostra battaglia principale – dice Danilo De Giorlamo, leader dell’Anad, l’associazione in cui si riconoscono 300 doppiatori -. Noi pretendiamo innanzitutto trasparenza e controlli in un settore che lascia troppo spazio al lavoro nero” (foto, Francesco Pannofino, doppiatore di George Clooney).
Secondo Il Messaggero, infatti, “per una ventina di imprese che pagano la previdenza e le tasse, ne esistono più del doppio che, scavalcando le regole, possono permettersi di offrire prezzi stracciati”.
Solidale con questa battaglia è Dario Viganò, presidente delle industrie tecniche dell’Anica e titolare dello Studio PV, che si occupa di doppiaggio. “Noi imprenditori – dice – siamo al fianco dei doppiatori nel chiedere il rispetto delle regole. E prezzi fissati, per smascherare il mondo sommerso che prospera grazie alla scorrettezza di certe imprese e alla connivenza di lavoratori poco onesti. Quanto all’aumento delle tariffe, chiediamo di considerare questo momento difficile in cui tutti dobbiamo fare sacrifici”.
Oggi, la paga base dei doppiatori è di 95 euro lordi per turno di tre ore, cui va sommato il numero di righe da recitare. Ma un professionista affermato guadagna 300 euro lordi per tre ore mentre un big può ottenere dieci-quindicimila euro a film, cioè per circa una settimana di lavoro.



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