Cinema: proiezioni accelerate? Cerri, non credo pratica diffusa. Pozzi, no con digitale
ROMA - 12 GENNAIO 2012 - La proiezione dei film viene accelerata in alcune sale per guadagnare tempo e spazi per la pubblcità o addirittura per una proiezione in più? E' quanto ipotizza Fulvia Caprara su La Stampa di oggi. "Non credo sia una pratica diffusa", ribatte Lionello Cerri, presidente dell'Anec. "Lo stratagemma è furbo, tecnico, e molto criptato - scrive Caprara - nel senso che, nell’ambiente, quasi tutti lo conoscono, ma nessuno ne parla. Si basa sull’uso dei proiettori che possono essere leggermente velocizzati, ovvero mandati 'a passo 25 invece che a 24'. Cioè? Il ritmo con cui i fotogrammi si susseguono viene leggermente aumentato (...) Il che vuol dire che su un film di due ore si guadagnano 5-6 minuti. E a che può servire quella manciata di attimi? A inserire gli spot pubblicitari che, per contratto, i proprietari delle sale sono tenuti a programmare". .
"L’accelerazione è ovviamente contenuta, non stiamo parlando di pellicole trasformate in farse alla Ridolini, però si fa", prosegue Caprara, ricordando che in questo modo "i film in sala si vedono proprio come in tv, dove vanno già in onda a passo 25".
"Tecnicamente - ammette il presidente dell’Anec Lionello Cerri - è possibile, anche se un orecchio e un occhio capaci se ne accorgono subito. Non credo sia una pratica così diffusa e riconosciuta, magari è solo episodica, voglio dire non scientificamente organizzata, magari è solo il proiezionista di quella certa sala che una sera ha più fretta di andarsene a casa".
"Oltre che agli inserimenti pubblicitari - continua La Stampa -, la velocizzazione può essere utile quando si ha a che fare con film-fiume. In quel caso risparmiare tempo può servire a inserire nella programmazione uno spettacolo in più, la leggenda dei cinematografari dice che, ai tempi del primo Titanic, erano in tanti gli esercenti che premevano sull’acceleratore". "Non credo - ribatte Cerri - non è che se si risparmiano 5 minuti, puoi guadagnare una proiezione in più".
Spiega Paolo Pozzi, direttore della distribuzione di Medusa "Su quattro programmazioni si potrebbero recuperare quasi 40 minuti (...) Bisogna calcolare la durata del film, i 12 minuti di pubblicità regolarmente acquistati, i 5 di intervallo, quelli per i trailer. Alla fine si fa un conto, si vede quanti spettacoli possono essere organizzati e in quali orari, se non è possibile far rientrare tutto, allora si decide di velocizzare".
In ogni caso, dice Pozzi, con il digitale "non si può fare, a meno che non sia stato fatto in origine".



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