Siae: Blandini, tutto falso. Di Pietro (Idv) e Orfini (Pd), chiarimenti su immobili
ROMA - 11 GENNAIO 2012 - "Notizie del tutto prive di fondamento, sono indignato". Così Gaetano Blandini, direttore generale della Siae, commenta l'articolo pubblicato oggi in prima pagina sul Corriere della Sera nel quale di parla di “palazzi Siae venduti in perdita". “Sarò in grado di dimostrare per tabulas la correttezza dell'operato della Società e mio personale", continua Blandini che attacca anche le dichiarazioni di Silvano Conti, rappresentante Cgil , "non mi farò né intimidire né ricattare (…) Ho già dato mandato ai miei legali di valutare tali dichiarazioni che voglio sperare non siano finalizzate ad operare indebite pressioni nell'ambito di una delicata e complessa trattativa con le organizzazioni sindacali finalizzata alla stipula del contratto nazionale di lavoro per i dipendenti Siae". Chiarezza sulla situazione viene chiesta da Antonio Di Pietro (Idv),e Matteo Orfini (Pd), mentre Enrico Montani (Lega Nord) attacca il presidente Siae, Gian Luigi Rondi.
La Siae intanto dichiara in un comunicato che non c’è "nessuna dismissione del patrimonio immobiliare" e che "nessuno dei dati indicati corrisponde al vero". La Siae "non ha eseguito alcuna operazione di vendita o dismissione del proprio patrimonio immobiliare. Né operazioni di simile natura sono avvenute con riguardo al patrimonio del Fondo Pensioni per il Personale di Ruolo della Società Italiana degli Autori ed Editori (Fondo Pensioni)".
Quello che è stato fatto, viene precisato, è invece immettere parte del proprio patrimonio di immobili "in un fondo immobiliare di cui Siae detiene e deterrà in futuro il 100% delle quote". Tutti i valori attribuiti agli immobili, precisa ancora la Siae, "risultano oggetto di perizie", "eseguite da uno dei più importanti advisor indipendenti del settore immobiliare" (Cb Richard Ellis spa). La società di gestione, Sorgente Group spa, "é stata scelta trasparentemente e in ragione di stretti requisiti di professionalità". Identico "efficientamento", aggiunge ancora la Siae, "é stato perseguito con riguardo al Fondo Pensioni".
Per il senatore Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, “il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, deve spiegare perché ha svenduto in una frettolosa, quanto singolare, trattativa privata, i beni immobili della società, almeno stando a quanto pubblicato oggi dal Corriere della Sera, al prezzo di 260 milioni di euro, invece che al prezzo di mercato stimato in 463 milioni". "Perché - prosegue Di Pietro - la trattativa è stata gestita dalla finanziaria Sorgent Group e qual è il suo ruolo nella vicenda? Il governo deve spiegare, inoltre, chi sono coloro che gestiscono i fondi Aida e Norma, ora titolari di questi beni e perché ci si è affidati a questa finanziaria".
Simile la linea seguita da Matteo Orfini, responsabile cultura e informazione del Pd. “Aspettiamo - dice - che il direttore generale della Società, Gaetano Blandini, fornisca le spiegazioni e le rassicurazioni promesse. Perché se le ricostruzioni pubblicate dagli organi di stampa fossero corrette, gli interessi ed i diritti di migliaia di associati e dei 1.200 lavoratori della Siae sarebbero a rischio e si renderebbe incerto il futuro di un ente di diritto pubblico". Orfini si domanda anche "come mai il commissario straordinario della Siae, Gian Luigi Rondi, nominato dal governo Berlusconi, sia così assente dalla gestione della società. Forse i troppi incarichi che ricopre gli hanno impedito di essere attento al destino di un ente così importante per la produzione e l'industria culturale e creativa italiana".
Rondi è anche oggetto di una presa di posizione del senatore Enrico Montani, Lega Nord, componente della commissione Finanze, secondo il quale “mettere un ultranovantenne come Rondi a presidente della Siae con una perfetta manovra 'lettiana' forse è servito a operare in modo corsaro per la svendita del patrimonio immobiliare".
fonte: Ansa



2012