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Siae: è polemica sulla dismissione del patrimonio immobilare

blandiniROMA - 11 GENNAIO 2012 - "Dismissione del patrimonio immobiliare per un valore che potrebbe essere addirittura la metà di quello reale. C'è un'altra vicenda che rischia di mettere in imbarazzo le istituzioni. Perché riguarda la gestione della Siae, l'Ente pubblico che si occupa dei diritti d'autore, affidata a Gaetano Blandini (foto), ex direttore del settore 'Cinema' del ministero dei Beni culturali". Lo scrive oggi sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini

La vicenda del patrimonio immobiliare prenderebbe le mosse il 28 dicembre scorso da un atto notarile "che dispone la cessione dei palazzi del Fondo Pensioni della Siae a un misterioso 'Fondo Aida'. Si tratta di sei immobili che si trovano a Roma. Il prezzo viene fissato in 80 milioni di euro. Ed ecco la prima stranezza. Il valore di mercato è in realtà ben più alto e potrebbe crescere ulteriormente tenendo conto che il decreto del governo prevede la rivalutazione degli estimi catastali. In ogni caso nel bilancio 2010 il valore era già stato indicato in 103 milioni di euro e dunque la perdita secca già equivale a 23 milioni di euro".

"Non basta  - aggiunge il giornale -. Anche gli immobili della Siae vengono ceduti e confluiscono nel 'Fondo Norma'. Prezzo concordato: 180 milioni di euro, ma il valore dei palazzi è già stato stimato in 360 milioni di euro, esattamente il doppio. L'intera operazione finanziaria è affidata alla 'Sorgente Group' e prevede che entro il prossimo 31 gennaio il 100 per cento di 'Aida' venga acquisito dal 'Norma' ".

"I conti sono presto fatti: a fronte di stabili stimati complessivamente 463 milioni di euro, gli introiti risultano pari a 260 milioni. Perché questa differenza? E soprattutto qual è il vantaggio di questa dismissione totale? Sono le domande rivolte dai sindacati che rappresentano i 1.200 dipendenti e i pensionati proprio a Blandini, ma al momento nessuna risposta è arrivata. Anzi, con una lettera firmata il 3 gennaio scorso, il direttore generale specifica che 'le scelte amministrative, tutte improntate al più rigoroso rispetto della legalità e alla ricerca della massima efficienza gestionale, non sono oggetto di confronto o di informativa''".

"Sono diversi i misteri che ancora avvolgono questa vicenda - continua Fiorenza Sarzanini -. La prima riguarda l'affitto che la Siae dovrà versare per gli uffici della Direzione Generale dell'Eur. Si tratta di ben 600 mila euro annui e - facendo le debite proporzioni - i sindacati vogliono adesso sapere quanto si dovrà sborsare per tutti gli altri uffici sparsi in tutta Italia. La seconda, altrettanto seria, attiene al pagamento di stipendi e Tfr. Secondo l'accordo del 28 dicembre entro il prossimo 31 gennaio sarà stipulata una polizza assicurativa con la Società Allianz Ras di 86 milioni di euro per il pagamento delle pensioni. Ma il resto? Secondo lo statuto sono proprio gli immobili a garantire il pagamento dei salari e delle liquidazioni. Dunque, che cosa accadrà adesso?".

"L'ulteriore enigma da chiarire riguarda il ruolo di 'Sorgente Group' (...). Perché si è scelto di affidarsi a questa azienda e poi far confluire gli immobili nei fondi 'Aida' e 'Norma'? E soprattutto, perché si è scelto di procedere a trattativa privata, nonostante già in passato ci fossero offerte di acquisto ben più alte per gli immobili?".

"Attendiamo le risposte di Blandini, altrimenti siamo pronti a presentare un esposto alla magistratura - dichiara Silvano Conti, della Cgil -. Noi siamo qui per garantire i lavoratori, i pensionati e dunque l'Azienda, ma abbiamo il timore forte che queste alienazioni abbiano uno scopo preciso: creare in maniera artificiosa condizioni di crisi che poi portano alla privatizzazione. Un percorso inaccettabile perché soltanto la certezza che rimanga Ente pubblico consentirà di garantire una distribuzione equa dei diritti tra grandi Major e piccoli autori, come è sempre stato fatto fino ad ora".

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