Stati generali Cultura Pd: Bersani, nuovi valori per nuovo patto sociale
ROMA – 4 DICEMBRE 2011 – L.F. – E’ il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (foto), a concludere oggi gli Stati generali della Cultura, aperti ieri a Roma dal Partito Democratico. Per Bersani, da questa riunione sono venute fuori diverse proposte: un nuovo assetto di governance, un ordinario che funzioni contro la logica surrettizia dell’emergenza, l'esigenza di leggi quadro, nuove condizioni del lavoro, la riproduzione dei talenti, “unica cosa che giustiufichi l'esistenza di un servizio televisivo pubblico". A tutto ciò il Pd darà il proprio appoggio nelle diverse sedi istituzionali.
Ma per Bersani bisogna anche andare oltre e capire che la politica deve adesso rifondarsi su valori alternativi a quelli del “populismo” che ha governato fino a ieri in Italia e nel mondo. Valori che sono identificabili nell’uguaglianza, “senza la quale non c’è crescita”, rispetto delle diversità, “senza ingenuità”, funzione del pubblico, “senza paura di riformarlo ma a cui vanno affidati il welfare, l’istruzione, la sicurezza”. E ancora, onestà, valorizzazione dei beni comuni, generosità verso il cambiamento, valori umanistici forti.
“Il nostro orizzonte si chiama ricostruzione democratica e sociale del paese”. Bersani chiede, pertanto, al mondo della cultura di “non rinnovare dei collateralismi a dei partiti”, anzi di difendere la sua libertà, ma anche di stringere con il suo partito “un patto civile, per la ricostruzione”, perché “è orrendo essere tanto ricchi in un pese con tanti poveri ed essere tanto ricchi in un paese con tanti ignoranti”.
Serve dunque una battaglia redistributiva sia dei redditi che delle opportunità culturali e di istruzione. Una battaglia, come scriveva Vittorini sul Politecnico, per far sorgere una nuova cultura che sia di difesa e non solo di consolazione dell’uomo, che parli di pane e di lavoro, che aiuti a eliminare lo sfruttamento e la schiavitù e a eliminare il bisogno.
“Davanti ad una simile assunzione di responsabilità da parte della cultura – conclude Bersani - la politica deve a sua volta assumersi la responsabilità di rendere la cultura più accessibile a chi è più svantaggiato e a chi parte da più lontano”.



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