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Stati generali Cultura Pd: Tozzi (Anica), successo cinema italiano a rischio

ROMA – 4 DICEMBRE 2011 – M.P. – “Il successo del cinema italiano rappresenterebbe una guerra vinta guerra, se non venisse messo a rischio da quattro fattori: la crisi finanziaria, le difficoltà del settore televisivo, lo sviluppo squilibrato del circuito delle sale e la pirateria”. A parlare è Riccardo Tozzi (foto), presidente dell’Anica, intervenuto agli Stati generali della Cultura organizzati dal PD, che si concludono oggi a Roma.

“In questi dieci anni – spiega Tozzi - il cinema italiano ha avuto risultati straordinari. Alla fine degli anni 90’ la quota di mercato della produzione nazionale era al 12%, mentre quest’anno chiuderà intorno al 40% e il prossimo, probabilmente, arriverà almeno alla pari con i film americani. Si tratta della quota di mercato più alta del mondo, anche di quella francese. E’ un grande risultato anche in termini di qualità, con una grande varietà di offerta”. A fronte di ciò, continua il presidente dell’Anica, “la quota dell’investimento pubblico sul totale dell’investimento è passata da circa il 70%, all’inizio degli anni 2000, all’attuale 12%, la più bassa in Europa. Se poi si considera che l’Enpals ha un avanzo annuale di 100 milioni per i contributi versati dal cinema e che il finanziamento pubblico al settore è intorno ai 45 milioni, si può dire che il settore finanzia lo Stato ogni anno per circa 60 milioni”.

Ma il successo del cinema italiano, secondo Tozzi, è fortemente minacciato da quattro fattori esterni, due contingenti e due di più lungo periodo. “I due fattori contingenti – spiega - ci fanno purtroppo pensare che nel 2013 possa invertirsi la tendenza positiva. Il primo riguarda la crisi finanziaria: la mancanza di liquidità in un’attività come la nostra che è fortemente basata sull’indebitamento rischia infatti di far saltare il sistema. Su questo fattore si potrebbe intervenire subito: lo Stato ha un debito di 70 milioni con le imprese cinematografiche per contributi non pagati negli ultimi tre anni e l’idea che sta vagamente circolando, proveniente dal ministero dello Sviluppo economico, di pagarli con Buoni del Tesoro, potrebbe funzionare. La seconda minaccia ha origine nella crisi delle televisioni che ha già colpito la fiction e sta per spostarsi anche sul cinema con tagli già annunciati e addirittura, per quanto riguarda Raicinema, con un’ipotesi di sospensione degli investimenti”.

Poi ci sono i due problemi di più largo respiro, uno riguardante il circuito di sale e l’altro Internet. “Il circuito di sale – afferma Tozzi - si è sviluppato in modo squilibrato negli ultimi anni, con una grande crescita di multiplex in periferia e una perdita di sale urbane. Noi abbiamo oggi un pubblico di 100 milioni, per un potenziale di 160/170 milioni, e la differenza va persa a causa di questo problema. Le attuali sale di città sono condannate a chiudere perché hanno un modello di business che non è compatibile con i nostri tempi, mentre bisognerebbe costruire, come hanno fatto a Parigi, Londra e Berlino, grandi multiplex urbani nei centri cittadini. Per fare questo occorrono politiche fatte dalle regioni e dai comuni che hanno totalmente ignorato il problema. E non si tratta di chiedere loro dei finanziamenti, ma una politica sul territorio, con licenze, concessioni e aiuti tariffari”.

Secondo grande tema di largo respiro è Internet. “Il futuro del cinema apparterà alla sala, che non morirà mai, e alla rete. Oggi l’offerta legale di film che l’industria fa su Internet è sempre più forte, ma contemporaneamente c’è una vastissima offerta illegale gratuita che sovrasta quella legale. Insieme agli autori abbiamo fatto una battaglia a difesa del diritto d’autore, ma siamo stati lasciati soli dalla politica, PD compreso. Questo – conclude Tozzi - è invece un tema fondamentale da affrontare”.

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