Stati generali Cultura Pd: Roi (Agis), fondamentali politiche di sostegno e welfare
ROMA - 3 DICEMBRE 2011 - M.P. - Politiche di sostegno e un sistema di welfare per i lavoratori. E’ ciò che serve per garantire al nostro Paese un’industria culturale. Ne è convinto Maurizio Roi (foto), vice presidente dell’Agis, intervenuto oggi a Roma agli Stati generali della Cultura organizzati dal PD che si concluderanno domani pomeriggio con gli interventi del ministro per i Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, e del segretario del partito, Pier Luigi Bersani.
Le politiche di sostegno di cui ha bisogno il settore culturale, secondo Roi, sono di due tipi: il primo, di più ampio respiro, riguarda le leggi, come quella per lo spettacolo dal vivo e la riforma delle fondazioni liriche, il secondo tipo prende invece in considerazione interventi più mirati, come ad esempio la certezza dei finanziamenti, il tax credit e il tax shelter e il credito di imposta. Inoltre, per gestire industrialmente il settore è fondamentale avere un sistema di welfare per i lavoratori che preveda, tra l’altro, anche l’indennità di disoccupazione per gli artisti. “Questi interventi – ha spiegato il vice presidente dell’Agis - servono a mettere le condizioni di base per offrire non solo uno sviluppo managerialmente efficiente, ma anche per dare una regola e una dimensione alla nostra industria creativa”.
Roi ha inoltre ricordato alcune delle proposte fatte dall’Agis al governo per garantire lo sviluppo del settore. Tra queste, - ha detto – “usare l’importante avanzo di amministrazione che l’Enpals registra tutti gli anni, grazie ai contributi dei lavoratori e delle imprese, per costruire un sistema di welfare; mettere mano alla norma in base alla quale non si possono remunerare i consigli di amministrazione e i sindaci revisori delle imprese culturali, come invece accade per le altre imprese; dare certezze sulla questione del decreto cosiddetto ‘buttafuori’, in particolare all’industria dei concerti di musica popolare; rivedere il meccanismo, che non ha ben funzionato, riguardante il credito di imposta per i cinema di città”. Il governo inoltre, ha concluso Roi, “potrebbe aiutarci con la Siae per stabilire che, pur tenendo fermo il principio dell’importanza del diritto d’autore, è il caso di evitare che le attività di spettacolo debbano pagare le quote anche sui finanziamenti che ricevono dagli enti locali e dagli sponsor”.



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