Scala: sindacati chiedono intervento del sindaco per l'autonomia
MILANO - 28 NOVEMBRE 2011 - Cisl e Uil tornano a chiedere l'autonomia per la Scala (foto) e con due comunicati separati invocano l' intervento anche del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che è presidente del teatro. "Apprendiamo di una dichiarazione del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che anche l' Accademia di Santa Cecilia sarà inserita nel Decreto di Roma Capitale, quindi autonoma assieme all' Opera di Roma - ha commentato Domenico Dentoni, della Uilcom milanese -. Ritorniamo a ripetere che sarebbe 'gradita' anche l'opinione del sindaco di Milano, presidente della Fondazione e dei vertici scaligeri, su come intendono far valere nelle sedi opportune i non pochi meriti della Scala e dei suoi lavoratori".
La Cisl chiede di pronunciarsi alla politica locale, ma anche a tutti i sindacati. Sull'autonomia infatti le opinioni sono diverse. Cgil e Fials nazionali hanno presentato un ricorso al Tar contro il regolamento che permetterebbe alla Scala di avere una gestione speciale. "Riteniamo grave il comportamento di chi non perde occasione per destabilizzare il Teatro e la sua unità - sottolinea una nota della rappresentanza sindacale scaligera e della segreteria milanese della Cisl -. Chiediamo a tutte le forze sindacali, alla politica locale e nazionale un pronunciamento chiaro sul diritto del Teatro alla Scala al riconoscimento della propria specificità in virtù di quello che esso rappresenta nel panorama culturale internazionale e quali sono le azioni che intendono intraprendere per garantire gli attuali livelli produttivi di eccellenza anche attraverso il conferimento strutturale di risorse pubbliche".
Secondo la Cisl, l'autonomia dà garanzie sui fondi statali (che vengono dati su base triennale e non annuale) e non riguarda solo la possibilità di avere un contratto di lavoro specifico diverso da quello nazionale. "Si apra tra tutti i lavoratori la più ampia e franca discussione - è l'augurio della Cisl - per poi assumere democraticamente le più appropriate decisioni sul futuro del Teatro".



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