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Audiovisivo: CCI, sentenza Corte UE conferma rispetto per diritto d'autore

ROMA - 24 NOVEMBRE 2011 - “La decisione odierna della Corte di Giustizia sul caso Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM non ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su internet”. E’ quanto precisa il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo la pronuncia della Corte UE.

La vicenda nasce nel 2004 quando la Sabam, società belga che rappresenta scrittori, compositori ed editori, aveva provato che gli utenti di un provider di servizi Internet chiamato Scarlet Extended avevano trasferito file illegalmente. Un tribunale belga aveva ordinato alla Scarlet di installare a proprie spese un sistema per rendere ciò impossibile. Ma la Corte di giustizia europea ha stabilito che questo richiederebbe un controllo di tutte le comunicazioni elettroniche di tutti i clienti di Scarlet, violando i loro diritti e la legge comunitaria.

La sentenza conferma, invece, in maniera chiarissima - prosegue Polillo - che, ai fini del contrasto della pirateria online, l’Autorità Giudiziaria e gli Organi amministrativi di vigilanza, dopo aver accertato gli illeciti, possono ordinare provvedimenti di inibizione all’accesso attraverso il coinvolgimento degli intermediari. Ciò proprio alla luce degli articoli 14 e seguenti della Direttiva 2000/31/CE. Questa decisione dovrebbe confortare anche l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni italiana che ha intrapreso la giusta strada dei provvedimenti interdittivi solo dopo l'adeguato confronto e l'accertamento degli illeciti”.

"Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet – chiarisce Polillo-, men che meno l’industria dei contenuti. Chiediamo tuttavia con forza che, ove riscontrate violazioni gravi e sistematiche del diritto d’autore, le Autorità competenti, e quindi anche l’AGCOM, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni. In Italia, come all’estero. Il cosiddetto website blocking è una misura non “invasiva” delle libertà, e tale da assicurare un livello di garanzie, anche procedimentali, sufficienti per i soggetti coinvolti. Come hanno dimostrato i Monopoli di Stato per il betting on line e le recenti pronunce sui casi “pirate-bay e btjunkie”, l'inibizione dei siti illegali è lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l'abusivismo in rete”.

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