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Anec: Lionelli Cerri risponde all'esercente Giovanni Giometti

ROMA - 24 NOVEMBRE 2011 - "La prova che sia il programma che le persone della nuova presidenza non si caratterizzano affatto per una preferenza ai problemi delle sale di città  è nella presenza di Tomaso Quilleri, vicepresidente per i multicinema e dello stesso vicepresidente vicario, Luca Proto. E del resto io stesso non gestisco solo sale di città, ma anche multisale decentrate". Così dichiara il neopresidente Anec Lionello Cerri (foto), che risponde a Giovanni Giometti, esercente e presidente Anec Marche.

Quest'ultimo aveva  infatti lamentato come "l'associazione fosse in mano all'esercizio di città a discapito dei multiplex", ritenendo che ci fossero inoltre "conflitti di interesse nei neo – eletti in quanto esercenti-produttori o esercenti noleggiatori". A quest'ultima affermazione Cerri risponde sottolineando come  "la mia attività di produttore, sia un vantaggio e non una “colpa”, consentendo infatti una visione a 360 gradi dei problemi, indispensabile in un momento in cui tutte le componenti della filiera sono chiamate a uno sforzo comune per uscire da una situazione di stallo che preoccupa. Il mercato - continua Cerri - va valutato nel suo insieme e in tutte le sue dimensioni e l’apporto di esercenti indipendenti come Giometti ha un peso che nessuno può trascurare, e, per concludere, se ci sono cose da chiarire, la presidenza è ampiamente disponibile al confronto, purché avvenga – ovviamente – all’interno dell’associazione”.

Giometti aveva poi sottolineato  la mancanza  nel consiglio di presidenza Anec di un rappresentante del Lazio, regione che si era astenuta nel corso del rinnovo delle cariche. Alla polemica aveva nel frattempo risposto Fabio Fefé, programmatore di Circuito Cinema. Lionello Cerri - dichiara Fefè - mi ha proposto il ruolo di vicepresidente vicario in maniera molto insistente. Io, nonostante i dubbi iniziali sulla gravosità dell’impegno che poteva incidere sul mio lavoro, ero intenzionato ad accettare in virtù anche del rapporto personale di amicizia. Quando poi ho saputo che Anec Lazio con l’astensione non approvava il programma di Cerri, io ho ritenuto di non accettare nonostante ulteriori pressioni di Lionello. Per coerenza, infatti, non mi sembrava opportuno accettare la vicepresidenza rispetto all’indirizzo della regione di cui sono espressione”.

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