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Musica: per l'Osservatore Romano, in tv meglio un Rigoletto 'populista' che il kitsch

rigoletto_a_mantovaCITTA' DEL VATICANO - 6 SETTEMBRE 2010 - Meglio un Rigoletto di 'chiara deriva populista' che nessuna opera in tv. Così l'Osservatore Romano commenta il ritorno della lirica sulla Rai che ha fatto registrare 3,5 milioni di spettatori con "Rigoletto a Mantova". Per il quotidiano della Santa Sede, l'opera di Giuseppe Verdi "rimane un capolavoro anche quando, come in questo caso, viene adeguata alle esigenze televisive con una chiara deriva populista tradotta in una patinatura da rivista di gossip".

"Ma così funziona la televisione - continua il giornale vaticano -, bisogna farla con le sue regole e poi aspettare i risultati: in ogni caso è meglio la lirica kitsch che il kitsch e basta (...) E visto che la donna sarà pure mobile ma l'auditel del Rigoletto appare stabile, forse per una volta si potrebbe cogliere l'occasione: un duca televisivo potrebbe tentare di sedurre un pubblico che si è allontanato dal piccolo schermo ignorando le analisi contrarie di collaboratori e cortigiani". 

Bocciata invece dall'Osservatore Romano la versione in musical dei Promessi Sposi: "in pochissimi sono caduti nel tranello della rilettura manzoniana - scrive il giornale - così vecchia nello stile da costringere gli autori a definirla 'opera moderna' nel titolo. E l'ennesimo tentativo di ripetere i successi di Notre-Dame de Paris di Cocciante non sembra essere stato accolto con l'entusiasmo che ci si attendeva".

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