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Cinema: incontro del viceministro Romani con le rappresentanze dell'audiovisivo

paolo_romani_2.jpgROMA - 21 GENNAIO 2010 - Il viceministro Paolo Romani (foto) ha incontrato ieri i rappresentanti delle associazioni di categoria per discutere della normativa sulla tutela della produzione audiovisiva e cinematografica italiana contenuta nel decreto di recepimento della direttiva europea 2007/65 sui servizi di media audiovisivi, a fronte dei rilievi che sono stati individuati nel corso di alcuni interventi di esponenti del settore. Romani ha confermato l'apertura  a modifiche del decreto sulle quote di investimento su produzioni indipendenti e sui diritti residuali .

A sua volta, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) illustrerà all'VIII Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato il 26 gennaio la propria posizione sul decreto Romani. Il consiglio dell'Agcom, infatti, ha deciso di esporre in quella sede le proprie osservazioni ed eventuali proposte di modifica sul provvedimento all'esame delle Camere. E dopo la protesta dei lavoratori di settore, le perplessità nella stessa maggioranza e l'avvertimento dell'Agcom, è possibile che sulle quote di produzioni europee il governo faccia un passo indietro.

Il testo del decreto Romani abolisce le quote di produzione di opere cinematografiche e fiction indipendenti (riducendo dal 15 al 10% il tetto per la Rai) e diminuisce anche le quote di investimento, adottando come base di calcolo non più il fatturato ma la programmazione. Vengono poi aboliti i diritti residuali, oggetto di un regolamento Agcom su cui era stato presentato ricorso da Mediaset e Sky. Modifiche che hanno aperto la protesta dei lavoratori del settore e sulle quali si è detto contrario anche il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi (v. notizia) . Modificare quelle norme, ha detto il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò , significherebbe fare "un passo indietro". Esprime soddisfazione Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd, per le dichiarazioni di Bondi.

Intanto martedì le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera e la Lavori pubblici del Senato hanno stabilito di organizzare un calendario di audizioni di tutti i soggetti coinvolti dal decreto, dalle emittenti Rai, Sky e Mediaset, alle associazioni dei produttori, a Google, Siae e Fnsi, che dovrebbero tenersi tra la fine di questa settimana e tutta la prossima. (fonte: Raffaella Natale su Keybiz4.it)

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