Rapporti tra esercizio e noleggio
ASTI - 13 OTTOBRE 2008 - Segnalo l’ennesimo caso anomalo nei rapporti commerciali con l’agenzia Universal di Milano nei confronti dell’esercizio tradizionale (terminologia ormai d’uso per individuare le sale di città e in particolare in presenza di multiplex). Non mi dilungo oltre e espongo sinteticamente i fatti:
29/7/08: richiesta tramite fax copia e condizioni Kung Fu Panda per Politeama di Asti.
22/8/08: telefonata del signor De Martino; disponibilità copia e M.G. di euro 6.000,00. Condizione, a suo dire, imposta dalla direzione generale della Universal per tutte le piazze in cui coesistono sale tradizionali e multiplex.
Rispondo che, ritenendo la richiesta assurda, poiché mai sono stati richiesti per le mie sale M.G. e in considerazione che il multiplex su piazza avrebbe avuto due copie, mi sarei riservato di valutare e richiamare in giornata.
Così ho fatto, richiedendo una giusta proposta di contratto tramite fax.
28/8/08: nessuna risposta dall’Universal e altro mio fax sollecitando un risconto.
29/8/08: il film esce con due copie al multiplex e naturalmente nessuna risposta al mio fax.
Deduzioni
Richiesta fuori da ogni logica commerciale in regime di grande concorrenza su piazza, e non mi risulta che in Piemonte, in situazioni analoghe, siano state fatte tali richieste, così come per locali a pochi chilometri da Asti, da me programmati e serviti da agenzie locali, non ho mai avuto richieste così onerose; ciò significa una difformità sostanziale sullo stesso prodotto.
Preciso che non ho scoperti nei confronti dell’Universal.
E’ altresì evidente che, in una situazione come la mia, per sopravvivere si richiedono quasi sempre titoli importanti (vedi Indiana Jones, che mi è stato rifiutato).
Avendo in via informale sentito altri colleghi che non hanno avuto una simile richiesta, mi domando come sia possibile che una società come l’Universal abbia due modalità di lavoro diverse a seconda che l’esercizio dipenda dall’agenzia di Torino o di Milano.
Conclusioni
Alcune major, ormai è risaputo, tendono a servire i grandi circuiti, contribuendo in questo modo a lasciar morire quell’esercizio tradizionale che fino a qualche anno fa rappresentava la loro maggior risorsa.
Ritengo che questi comportamenti, come da me già denunciato al giornale quando ero presidente Anec Piemonte, possano giustificare una denuncia al Garante.
Piero Caracciolo
