Una protesta contro la Bim

FERMO - 19 OTTOBRE 2011 - Questa è una lettera di protesta. Una vibrata protesta che parte da una profonda indignazione per come sono stati trattati coloro che nel cinema credono ed investono e, soprattutto, coloro che le sale cinematografiche continuano a frequentarle.
Sono la rappresentante legale della Multimovie Srl di Fermo nelle Marche. Insieme a mio fratello Marcello e alla mia famiglia, lo scorso dicembre ho inaugurato il Super8, non solo un multiplex, ma un vero e proprio villaggio cinematografico con otto sale, ludoteca, sala incontri, doppio bar, ecc., realizzato nell'area di Campiglione di Fermo, località baricentrica rispetto all'intera provincia fermana. Abbiamo investito una somma di circa 8,5 milioni di euro per acquisto terreno, edificazione, strumentazioni all'avanguardia, ecc. ecc. Abbiamo scommesso ancora una volta, come sempre ha fatto nostro padre Walter (presidente Agis regionale), sul cinematografo. Il nostro intervento ha fatto sì che per diversi mesi piccole e medie imprese locali abbiano potuto lavorare senza interruzioni e problemi. Da subito, oltre alla ricca proposta filmica, abbiamo dedicato alcune sale alle sole pellicole d'essai, ai dibattiti con registi, all'incontro con scrittori, al coinvolgimento di associazioni le più diverse, qualificando così la nostra presenza nella provincia.
Ed ora vengo alla protesta. Seguendo il filone culturale ed impegnato, il quattro agosto scorso abbiamo chiesto alla direzione commerciale della BIM Distribuzione di Roma, di poter stabilire un rapporto continuativo, concernente l'intera sua produzione. Nessuna risposta, nonostante reiterati tentativi, è arrivata dalla sede romana. Dimostrando buona volontà e sempre con l'intenzione di stabilire proficui rapporti, abbiamo proiettato pellicole (The Eagle, ad esempio) che ci venivano suggerite dall'agenzia BIM di Ancona. Anche in previsione di ottenere, come c'era stato promesso, il film A Dangerous Method. Certi di questo impegno preso dall'agenzia anconetana, abbiamo deciso di organizzare al Super8 un evento culturale di grande spessore proprio per l'uscita di A Dangerous Method. Abbiamo così coinvolto un giovane e famoso scrittore, alcune associazioni che operano nel campo sanitario, altre dell'ambito culturale, alcuni medici del locale Ospedale Civile, uno psichiatra ed uno psicologo. Mentre stavamo andando in stampa con il materiale promozionale, l'agenzia anconetana ci comunica, senza troppe, o comunque consistenti, spiegazioni, che la copia di A Dangerous Method non ci sarebbe stata fornita. Di fronte alla mia richiesta di ragionevoli spiegazioni, mi viene obiettato che “la BIM certi film non li passa ai multiplex”, che “il tipo di pubblico che frequenta i multiplex non segue i film della BIM”, che “i film della BIM non sono adatti al tipo di pubblico dei multiplex”. La conclusione è stata: A Dangerous Method circolerà solo nella monosale.
Rimango interdetta e indignata di fronte ad affermazioni così gratuite e per nulla rispondenti alla realtà. Ancor più indignata lo divento quando vengo a sapere che il film, a noi negato, è stata concesso invece, e ovviamente proiettato, in alcuni multiplex marchigiani, come a Tolentino e a Spoltore.
Concludo dicendo che tali atteggiamenti danneggiano non solo il nostro Super8 ma l'intero ambito cinematografico nazionale. 

Monica Perugini
Multimovie srl Fermo

Prossime Uscite

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter del Giornale dello Spettacolo: inserisci la tua mail e fai click su "iscrivimi"
Privacy e Termini di Utilizzo
Se invece non vuoi più ricevere la nostra newsletter, inserisci la tua mail e fai click su "rimuovimi"