Spunti di dibattito dalla lettera di Lorenzo Ventavoli alla Fice

MANTOVA - 14 OTTOBRE 2011 - Pubblichiamo la lettera di Lorenzo Ventavoli al presidente della Fice Mario Lorini e al delegato Fice Piemonte Arrigo Tomelleri, resa pubblica agli Incontri della Fice di Mantova(10-13 ottobre 2011) 
Cari Amici, accettate questo scritto che meglio esprime pensieri e sentimenti.
1) Come ormai consuetudine, con maggio e alcuni arrivi da Cannes, si chiude la stagione dei film d’autore. Non è del tutto una scelta giusta: scendono gli incassi, ma scema la concorrenza e crescono possibilità di tenitura e conseguente passaparola. Conosciamo le difficoltà dei distributori indipendenti e ne condividiamo le preoccupazioni, ma non sempre la politica distributiva. Si vedano certi innaturali allargamenti che poco giovano ai risultati globali, sottraggono qualcosa alle nostre sale e vengono, in più, premiati con condizioni di favore!
2) Una probabile riduzione di certi costi può derivare dal digitale. Ma, al presente, mi riesce difficile qual è lo stato delle cose. Tax credit, limiti di spesa, contributi tradizionali. Aspetto notizie, se non conforto.
3) Molte compagnie indipendenti spendono poco, e talvolta male, per la pubblicità. Occorre scambiare idee e consigli (per lo più inascoltati).
4) Il punto centrale, al di là delle molte osservazioni particolari, resta però lo stato di salute ed il futuro delle sale. Due, tre mesi di incrementi vengono poi subito ridimensionati da mesi difficili. Non credo che contributi e aiuti, per quanto utilissimi e vitali, possano risolvere la più generale crisi delle sale cittadine e/o tradizionali. Un dato impressionante è l’invecchiamento dei nostri clienti abituali: i giovani ignorano il film d’autore. Almeno, in sala. Smanettano su Internet, attingono quasi per gioco alla pirateria, o non sono ormai più interessati a questa forma di comunicazione culturale? Per quanto posso osservare una delle più diffuse forme di aggregazione, almeno in città, è la sosta serale prolungata al pub. Birra in luogo di film! Dunque, è il nostro un mestiere per vecchi? Parliamone con i fratelli Cohen…
 5) Ed ora alcuni numeri impietosi. Considerando 28 film da gennaio particolarmente appetibili per noi, 9 sono saliti oltre 1.000.000€ (The tree of life, Habemus papam, Il discorso del re, Uomini di Dio, Il cigno nero, Il gioiellino, We want sex, Hereafter, The fighter) 3 con un risultato discreto (La donna che canta, La fine è il mio inizio, L’altra verità) 16 sotto i 200.000 € ed anche sotto i 100.000€ (Tutti per uno, La polvere del tempo, Corpo celeste, Four lions, The housemaid, Il primo incarico, Cirkus Columbia, Angèle e Tony, Il perfetto gentiluomo, Offside, Poetry, Il tempo che rimane, Baci mai dati, Tatanka, Vento di primavera, Tournée ecc. ecc.). E così abbiamo tirato avanti 6 mesi. Non trascurando di ricordare che, soprattutto i primi 9 sono stati largamente condivisi con i grandi complessi. Mentre duole constatare che fra i 16 dolenti, molti erano ottimi film, premiati ecc., non sempre sostenuti da una critica puntuale, ma comunque “conosciuti”.
Dunque, il nostro primo fondamentale problema è il mercato, più del Ministero!!!
La diseducazione del gusto, la volgarità dei toni e dei comportamenti, il dilagare su milioni di spettatori giornalieri di inqualificabili, squallidi spettacoli televisivi ecc. ecc., hanno creato una vastissima fascia grigia di cittadini ignoranti, disinformati, indifferenti. Ora, però, qualcosa pare muoversi. Dai giovani alle donne pare diffondersi un sentimento di reazione allo squallore. Una voglia di nuovo che non coinvolge solo la politica in senso stretto, ma guarda alla qualità della vita.
 E forse dobbiamo lavorare partendo da questi segnali, ascoltare queste voci, analizzare i vari settori antropologici. Proviamo a pensarci? Creiamo i nostri canali di comunicazione (facebook, siti ecc.) ed inseriamo le nostre presenze professionali in questo ambito nazionale. Cerchiamo di far capire, cioè, che ci siamo anche noi. Ma?
Un caro saluto Lorenzo Ventavoli (Torino 6.6.2011)

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