Al Teatro Lirico di Cagliari per due mesi senza stipendio



Le due mensilità sono state corrisposte in febbraio, dopo l'arrivo della prima contributo, quello della Regione Sardegna, che sarà erogato in quattro parti, durante l'anno. Non abbiamo altri sponsor se non Regione, Stato e Comune ma è la Regione che dà il contributo maggiore. Un piccolo contributo lo dà il Banco di Sardegna.

Inoltre il teatro è privo di vertici, mancano il sovrintendente e il direttore artistico. Da poco è stato nominato un direttore amministrativo. Non essendoci i vertici, il teatro è quindi privo di programmazione per l'anno 2011, solo concerti residui della stagione 2010. Infatti l'ultima opera rappresentata risale al luglio 2010, il settore tecnico quindi è inoccupato da allora. Nel settore artistico, l'orchestra ha ancora 3 concerti fino alla fine di marzo, mentre il coro ne ha uno. Poi più niente.

Dal 31 dicembre in poi non sono stati richiamati i precari, in nessun settore, compreso il tecnico dei servizi informatici che si occupava del sito; infatti il medesimo dopo esser stato fermo per un mese agli auguri di Natale, è stato da poco soppresso, lasciando il teatro senza vetrina sul web e senza interfaccia per il pubblico. I precari del nostro teatro non sono in aggiunta ai lavoratori stabili ma coprono proprio l'organico minimo funzionale. Il teatro ha 234 dipendenti a tempo indeterminato. E' stato più volte chiesto ai rappresentanti sindacali che il problema venisse trattato a livello superiore, dai segretari nazionali ma inutilmente. Lo stesso sindaco, che per statuto è il presidente della Fondazione, ha ammesso che non può sapere cosa ne sarà del teatro dopo febbraio. Inoltre il suo mandato è in scadenza, a maggio ci saranno le elezioni.

Questo problema è sì derivato dai tagli scriteriati dello Stato nei confronti della cultura tutta e in particolare del Fus ma anche frutto di anni di cattiva gestione; come denunciato anche dalle OO.SS, le responsabilità sono da ripartire tra dirigenza, sindaco, CDA e revisori. Non serve dare i contributi, senza un controllo su chi amministra. Mai in nessuna Fondazione in Italia si è lasciati i dipendenti senza stipendio per 2 mesi, tra l'altro proprio sotto Natale. Successe anche altre volte in passato qui al Lirico, gli stipendi furono ritardati addirittura di 6 mesi e il teatro è già stato commissariato una volta.

Abbiamo capito che la strategia politica è quella di non finanziare più le Fondazioni, per tagliare gli sprechi e palese disinteresse alla cultura ma ovviamente non può funzionare così, anche perché non si sta risparmiando. Il settore lirico infatti non è quello che influisce di più sulla spesa pubblica e si stanno mettendo in difficoltà più 5000 famiglie in tutta Italia per risparmiare due lire, perdendo nel mentre un volano turistico notevole, che sarebbe invece molto utile in questo momento, senza contare che è a rischio il patrimonio culturale italiano. Quello che chiedo, è un interessamento per una visibilità nazionale, non una pubblicazione sul giornale o sul sito, un interessamento da poter collegare anche altre Fondazioni più grandi che riescono ad avere più visibilità perché più conosciute.

Paolo Piras
artista del coro

Prossime Uscite

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter del Giornale dello Spettacolo: inserisci la tua mail e fai click su "iscrivimi"
Terms and Conditions
Se invece non vuoi più ricevere la nostra newsletter, inserisci la tua mail e fai click su "rimuovimi"