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Cultura in Piemonte:i dati dell'Osservatorio sullo spettacolo

Piemonte-Torino-Mole-antonelliana1TORINO - 22 FEBBRAIO 2012 - L’Osservatorio Culturale del Piemonte ha presentato ieri a Torino la Relazione Annuale relativa alla produzione e al consumo di cultura e spettacolo in regione nel 2010. Fornite anche alcune anticipazioni sui dati 2011.

I consumi di spettacolo dal vivo in Piemonte per il 2010 evidenziano una leggera flessione rispetto all’anno precedente nel numero di biglietti venduti (-0,3%), anche a fronte un aumento della spesa al botteghino (+16,3% rispetto al 2009). In 12.338 rappresentazioni sono stati venduti 2.331.085 biglietti, per una spesa complessiva al botteghino pari a 46,1 milioni di euro.

Per il cinema il 2010 ha registrato una aumento di circa il 10% degli spettatori rispetto al 2009.

Le risorse finanziarie complessive, sia pubbliche che private, allocate in Piemonte per la cultura nel 2009 e monitorate dall’Osservatorio sono stimabili in circa 355,9 milioni di euro, circa il 4,9% in meno rispetto al 2008. Una stima per difetto dell’ordine di grandezza economico del settore culturale in Piemonte si attesta per il 2009 a 1,6 miliardi di euro, ovvero su una quota pari a circa l’1,34% del PIL 2009 dell’intera regione.

Spettacolo dal vivo nel 2010 -  I dati complessivi dello spettacolo dal vivo per l’intera regione forniti dalla SIAE mostrano una contrazione del numero totale degli spettacoli nel triennio 2008-2010, da poco più di 15 mila nel 2008 a poco più di 12.300 nel 2010, mentre il pubblico rimane press’a poco stabile con lievi oscillazioni al di sopra dei 2,33 milioni di biglietti venduti, mentre aumentano nel 2010 di un 16% le entrate da botteghino. Dietro quest’apparente stabilità dei dati generali sono all’opera dinamiche profonde di risposta alla progressiva diminuzione delle risorse pubbliche per sostenere lo spettacolo dal vivo: l’incremento delle entrate da vendita di biglietti, da sponsorizzazioni e più genericamente da entrate proprie dimostra una capacità di reazione importante.

Risorse per la cultura nel 2009 - La curva discendente delle risorse destinate alla cultura, iniziata nel 2008, si consolida nel 2009 e registra un calo di più di 50 milioni di euro rispetto al 2007: da 407 a 355 milioni. La flessione è ancor più significativa, anche rispetto a future dinamiche, se si tiene conto che la spesa delle Regione Piemonte tocca nel 2009 gli 88 milioni, quasi dieci in più dell’anno precedente. Il forte calo è quindi imputabile principalmente a due tipologie di soggetti: i Comuni e le Fondazioni bancarie.

Il cinema nel 2011- I 248 schermi monitorati dall’Osservatorio su tutto il territorio regionale hanno venduto 7,7 milioni di biglietti per un incasso di 49,2 milioni di euro. Nonostante si segnali una flessione per entrambi gli aspetti rispetto all’anno precedente (-7% il pubblico e -9% gli incassi), la tenuta del sistema è confermata nel confronto con il 2009.Se Avatar nel 2010 aveva segnato il boom del 3D, il 2011 è caratterizzato dalla riscoperta della commedia  italiana, con ben 4 titoli di produzione nazionale tra i cinque film più visti dell’anno.

Spettacolo dal vivo nel 2011- I dati dei primi sei mesi di attività del 2011 (fonte SIAE) indicano una contrazione del numero degli spettacoli e una sostanziale tenuta della domanda: sarà possibile un’analisi più articolata solo a partire dai dati consuntivi del 2011.

Una stima delle risorse per la cultura nel 2010- Pur non essendo ancora disponibili i bilanci consuntivi 2010 di parte degli enti pubblici territoriali, la stima delle risorse pubbliche e private per la cultura in Piemonte evidenzia una diffusa contrazione, pari a circa 40 milioni di euro rispetto al 2009 (-15% circa). Per quanto le stime abbiano una forbice di attendibilità, la tendenza dal 2007 appare chiara con la riduzione di circa 100 milioni di risorse tra Enti pubblici, fondazione Bancarie ed erogazioni liberali e, d’altro canto, non si può presumere una inversione di tendenza né per il 2012, né per i prossimi due-tre anni, dal momento che sono prevedibili ed in parte già annunciate ulteriori contrazioni. Questi ordini di grandezza mettono in evidenza la necessità di una riforma strutturale del sistema dei beni e delle attività culturali, l’esigenza di trovare risorse aggiuntive anche al di fuori del settore culturale, laddove gli investimenti coinvolgano fenomeni turistici o di sviluppo locale, e una scelta ogni volta mirata e consapevole dei contributi necessari a sostenere la gestione corrente delle attività e dei beni culturali.

L'Osservatorio Culturale del Piemonte dal 1998 opera per offire un quadro sistematico ed aggiornato delle principali variabili del settore culturale. La sua finalità primaria è quella di essere un "servizio per" gli operatori, gli attori ed i programmatori del settore culturale. Non si tratta di un centro studi sull'economia della cultura a livello regionale, bensì di una struttura che fornisce un servizio conoscitivo per chi deve operare. La sua attività si articola in quattro funzioni di servizio: produzione di un quadro conoscitivo regionale, confronto con le dinamiche nazionali ed internazionali, realizzazione di ricerche sul campo e servizio di documentazione. Nasce con un Protocollo d'intesa che vede attualmente la partecipazione di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, AGIS, IRES Piemonte, Fondazione Fitzcarraldo.

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