Sipra: crescerà il consumo di cinema
Luisa Benedetti
TORINO - 2 FEBBRAIO 2012 - “Per il prossimo triennio, fino al 2015, si prevede una lieve crescita sui consumi, gli incassi e gli spettatori al cinema”. Lo ha detto il direttore generale della Sipra, Nicola Sinisi, a conclusione dell’incontro che si è tenuto ieri, 1 febbraio,presso il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica Rai di Torino, tra la Sipra e gli esercenti cinematografici che aderiscono al circuito gestito dalla concessionaria della Rai.
L’ing. Luigi Rocchi,direttore delle Strategie Tecnologiche Rai, e l’ing. Alberto Morello, direttore del Centro Ricerche Rai, hanno illustrato le prossime strategie televisive e le innovazioni tecnologiche soprattutto in ambito di alta definizione, i programmi già realizzati in 3D e quelli con definizione 4k (4.000 pixel per riga, paragonabile alla qualità del 35 mm) fino al nuovissimo 8k (immagine 16 volte più definita dell’attuale) che potrà essere utilizzato molto più facilmente dal cinema che dalla televisione.
Allo studio anche gli occhialini per il 3D con una resa cromatica maggiore, ma l’obiettivo futuro è eliminarli, prima per il grande schermo, poi anche per la televisione, attraverso una tecnica particolare che richiederà comunque uno sforzo tecnologico di almeno dieci anni.
La sociologa Monica Fabris ha illustrato una ricerca di marketing che consolida il cinema come una della attività ricreative preferite dagli italiani. “La vitalità del cinema – ha sottolineato- continuerà ancora perché fa parte dell’antropologia dell’uomo moderno. Attirano sempre fattori come l’esperienza unica cinematografica, la voglia di lasciarsi stupire, lo spettacolo intelligente”.
Presenti all’incontro diversi produttori, distributori cinematografici ed esercenti come Fulvio Lucisano,Lionello Cerri, presidente dell’Anec, Dario Viganò, David Quilleri, tutti particolarmente impressionati dai passi da gigante che sta facendo la tecnologia in ambito televisivo e cinematografico, ma anche un po’ spaventati dalla velocità delle innovazioni e dai costi piuttosto gravosi per gli esercenti. “Tutto quello che con molti sforzi stiamo facendo oggi, diventerà già domani archeologia, preistoria – ha rimarcato Viganò- perchè nel 2020 tutti i nostri schermi saranno in 3D. Un problema che ci preoccupa potrebbe essere quello delle idee abbinate alle nuove tecnologie, che dovranno essere sempre nuove ed accattivanti per gli spettatori. L’avvenire si presenta come una vera sfida e dobbiamo essere tutti preparati ad affrontarla”.


