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Protti (Agis): dopo l'Enpals

protti paolo5ROMA - 27 GENNAIO 2012 - "La notizia che l’Ufficio di Presidenza dell’Agis sarà ricevuto dal ministro Ornaghi il 31 gennaio è di quelle confortanti, perché innanzitutto testimonia l’attenzione del ministro dei Beni e delle Attività culturali verso il mondo dello spettacolo, che è e rimane una realtà importante anche sul piano sociale ed economico". Così scrive Paolo Protti (foto), presidente dell'Agis, sul Giornale dello Spettacolo.

"E’ infatti difficile pensare - continua Protti - ad un rilancio della crescita in Italia se si sottovalutano esperienze e patrimoni di lavoro come quelli rappresentati dalle nostre imprese e dai nostri lavoratori. Inoltre, l’imminente incontro ci consentirà di sottoporre direttamente all’ attenzione di Ornaghi le molte istanze 'a costo zero' che l’Agis sostiene da tempo. Si tratta di richieste ragionevoli, il cui accoglimento porterà benefici a tutti. Non è il caso di ripetere qui un elenco peraltro noto di provvedimenti, ma chiediamo vengano considerati all’interno del nuovo decreto 'Cresci Italia'"

"Desidero invece insistere su una nostra istanza particolarmente importante, delicata e urgente: la questione Enpals. Come è noto, il decreto cosiddetto 'Salva Italia' ha soppresso l’istituto previdenziale, avviando un preciso iter procedurale: entro il 31 marzo sarà deliberato il bilancio di chiusura della gestione Enpals; entro 60 giorni dall’approvazione del bilancio, sarà emanato un decreto ministeriale che definirà il trasferimento all’Inps delle risorse strumentali, umane e finanziarie dell’Enpals; dalla data di adozione del decreto gli organi dell’Enpals cesseranno di esistere".

"Fin qui, l’iter burocratico, ma sul piano sostanziale non può dimenticarsi che all’Enpals aziende e lavoratori hanno versato denaro in misura consistente da decenni. Negli ultimi anni vi è stato fatto un serio lavoro che ha prodotto un avanzo finanziario rilevante, sul quale volevamo e ancora vogliamo avere diritto di proposta, per interventi ispirato a criteri di razionalità, utilità ed equità".

"Però, la chiusura dell’Enpals ed il suo passaggio all’Inps aprono uno scenario inquietante, e pertanto come Agis dobbiamo esercitare la massima vigilanza e la massima unitarietà d’intenti e sinergia d’azione. Dobbiamo insomma lottare con ancora più energia per evitare che il patrimonio dell’ente non venga disperso e sia utilizzato per interventi a sostegno di tutte le categorie dello spettacolo. Né possiamo dimenticare che tra gli organi dell’Enpals che cesseranno presto di esistere c’è quel Consiglio di indirizzo e vigilanza nel quale, insieme, ad altre rappresentanze industriali e sindacali, è presente l’Agis".

"Il governo ha deciso che per assicurare una adeguata rappresentanza degli interessi tutelati dagli enti soppressi (oltre all’Enpals è stato abolito anche l’Inpdap) il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps sia integrato da 6 rappresentanti, secondo criteri definiti dal ministero del Welfare. È ovviamente essenziale che l’Agis, in rappresentanza di tutte le categorie dello spettacolo, sia presente in tale ambito in modo qualificato, così da essere in grado di conoscere, interloquire, proporre sugli aspetti previdenziali ed assistenziali e sui relativi oneri a carico delle imprese. Tanto più che il lo stesso governo dovrà anche promuovere un tavolo di confronto con le parti sociali per riordinare il sistema degli ammortizzatori sociali. Se tale materia è di per sé importante, per l’Agis lo è doppiamente perché si incrocia con il processo di riordino che sarà avviato con l’abrogazione dell’Enpals".

"Anche se - conclude Protti - non sarà il ministro Ornaghi ad avere l’ultima parola sull’integrazione del Consiglio Inps e sulla composizione dei tavoli istituzionali, è essenziale che sia innanzitutto il 'nostro' ministro a sostenere, innanzitutto all’interno del governo, la necessità di una rappresentanza legittima e unitaria di tutte le categorie dello spettacolo in tutti quegli organismi. E a tale fine, diciamo fin d’ora che il ruolo e l’autorevolezza dell’Agis non sono beni fungibili".

dal Giornale dello Spettacolo n. 1 del 20 gennaio 2012

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